Maurizio Pallante: «la decrescita dovrà avere caratteristiche qualitative. Non potrà essere una riduzione indiscriminata della produzione e del consumo di merci, ma dovrà essere una riduzione selettiva della produzione e del consumo di merci che non sono beni perché non hanno nessuna utilità, accompagnata da una rivalutazione dei beni comuni e da un aumento della produzione e dell’uso di beni che non passano attraverso la mercificazione, perché vengono autoprodotti o scambiati senza denaro nell’ambito di rapporti fondati sul dono e la reciprocità».

Il nostro circolo continua i percorsi sull’auto produzione promuovendo iniziative didattiche auto gestite. Uno dei fondamenti della decrescita felice è la relazione personale necessaria per sviluppare la reciprocità e la comunità, e così i nodi della rete, cioè i circoli stessi, stanno dando i propri frutti: condivisione delle conoscenze e delle esperienze.

Dall’ultimo incontro a Sorrento, i soci MDF hanno programmano le attività da condividere e da qui nascono esperienze straordinarie poiché la forza dei circoli, e cioè di MDF, è quella di coinvolgere persone in attività di auto produzione che riducono lo spazio del mercato e ampliano quello della comunità.

Il gruppo locale MDF Ginosa e il circolo MDF Salerno stanno vivendo questa reciprocità attraverso l’auto produzione del sapone a Ginosa prima nei giorni 24 e 25 ottobre, e poi l’auto produzione di olio nel salernitano in uno scambio di conoscenze il 6, 7 e 8 novembre presso l’Anticaia di Castelluccio Cosentino, frazione di Sicignano degli Aburni (SA). All’incontro del sapone svoltosi a Ginosa era presenta anche il circolo MDF di Bari.

Per imparare a fare l’olio ci vogliono dei maestri. I migliori? Sono i pugliesi, e così il gruppo di Ginosa è venuto a insegnarci la raccolta delle olive, e in mezza giornata di lavoro abbiamo raccolto 173 kg di olive macinate a San Cipriano Picentino (SA) che hanno reso 24 kg di olio extravergine. Una piccola esperienza che ha insegnato molto, e resa possibile grazie all’economia del dono: la possibilità di raccogliere le olive dell’Anticaia.

 Sempre più cittadini, non esperti e non agricoltori, si avvicinano a esperienze di questo genere che realizzano processi produttivi non mercantili e di economia reale ricavando beni e non merci. Beni di primissima qualità che il mercato non può offrire. Beni che migliorano la qualità di vita attraverso attività che avviano relazioni umane e che costruiscono la comunità dei soci MDF.

Da questi piccoli esempi si evince l’opportunità di rilocalizzare le produzioni e di auto consumare beni favorendo l’economia locale. Su questi paradigmi è possibile cambiare il sistema di relazioni e dell’economia dell’intera Provincia salernitana attraverso la scelta volontaria di sfruttare il diritto agli usi civici e auto produrre beni con gli abitanti e per gli abitanti riducendo molto lo spazio del mercato e consentendo di risparmiare parte del proprio salario da investire in merci utili come i libri, gli hobby, e attività artistiche e culturali per ridurre l’ignoranza funzionale che tocca quasi un italiano su due.