Il convegno “Fuoco Nero”, voluto ed organizzato da Miriam Corongiu è stata una manifestazione fortemente toccante e coinvolgente. Una di quelle esperienze dalla quale vieni fuori che non sei più la stessa persona di prima. Perché quello che cambia, ascoltando certe storie, è il modo con il quale, da quel momento in poi, guarderai le cose.
A Caivano, nel cuore della Terra dei Fuochi, si è parlato di rifiuti tossici, di trivellazioni e di attacchi alla terra. Che non è una terra delimitata da confini, come una regione, come la Puglia, la Campania o la Lombardia, ma è ogni luogo vittima dell’avidità del potere economico e di quello politico.
Vittima di una politica sterile, consenziente e compiacente, che permette o addirittura favorisce la distruzione dei territori e dell’ambiente, disposta ad uccidere per denaro e a girarsi dall’altra parte, lasciando alle proprie spalle quel fuoco nero che brucia morte.
Per fortuna ci sono i cittadini, quelli che ancora riescono a non lasciarsi demoralizzare dallo scempio che ci circonda. Quelli che partecipano e si informano, quelli che offrono la propria professionalità e il loro contributo per cambiare le cose. Quelli che qualche volta ci riescono. E vincono.
C’è Miriam Corongiu che ha fatto suo il cambiamento che sogna e lo vive ogni giorno.
C’è Pino Ciociola che combatte, vive le storie che racconta e si oppone alle ingiustizie e alla violenza.
C’è Padre Maurizio Patriciello che nella Terra dei Fuochi ha imparato a riconoscere anche le piccole vittorie, piuttosto che a lasciarsi sconsolare dalle grandi sconfitte.
C’è Paolo Piras che è venuto dalla Sardegna per portare la sua testimonianza di cittadino attivo che ha detto “NO” al progetto Eleonora.
C’è Luigi Russo impegnato in Puglia, nella lotta sull’emergenza Xylella e sulle conseguenze che avrebbe l’uso di pesticidi per “curare” questa epidemia.
C’è Franco Ortolani che ci ha portato la sua proposta per contrastare l’inquinamento da petrolio a protezione delle fonti di acqua potabile tra Campania e Basilicata.
C’è Enzo Tosti, uno degli attivisti della prima ora in Terra dei Fuochi, che crede che tanti “nessuno” cambieranno questo mondo e lo renderanno più giusto.
C’è Andrea Spartaco, dalla Basilicata, che si occupa di denuncia sulle tematiche ambientali.
Ci sono le associazioni, i comitati e i movimenti dei cittadini. E sempre, ci sono le PERSONE. Quelle comuni, che vengono da posti diversi, che vivono drammi differenti, ma che sono accomunate da un unico desiderio: fermare questo attacco alla terra.
Qualsiasi essa sia.