Negli ultimi trent’anni il pensiero unico è stato in grado di accelerare la regressione mentale di buona parte dei cittadini italiani, uno degli effetti più devastanti è la crescita del nichilismo e della nostra apatia nei confronti della polis. In questo contesto a dir poco drammatico e negativo, noi salernitani ci siamo “distinti” per una ceca e becera non partecipazione attiva, consumatasi esclusivamente nello sporadico rito del voto, una delega a cervello spento, oppure a cervello acceso in attesa del tornaconto. In questi ultimi venticinque anni siamo stati fra i cittadini “più svegli ed attenti” degli altri nel cambiare i nostri dipendenti, che la vulgata descrive come dei “pannolini sporchi”, e per questo motivo andrebbero cambiati spesso, altrimenti si sente la puzza. Dopo un ventennio sempre con lo stesso pannolino cosa sarà mai successo?!

In questa umile e modesta chiave di lettura possiamo trovare i prodromi di diversi problemi rimasti insoluti, ed alcuni addirittura aggravati. Dunque, noi come MDF riteniamo che le nostre difficoltà siano insite nel nichilismo dei cittadini, e come risposta proponiamo la partecipazione attiva e la ricostruzione della comunità intorno a valori etici e buone pratiche di auto produzione, fino a raggiungere quella cosiddetta massa critica che consente di cambiare il destino della nostra città. I cittadini hanno poteri che non utilizzano poiché la consuetudine è stata quella della delega in bianco.

Uno dei fondamenti della decrescita felice, secondo il pensiero di Cornelius Castoriadis è l’autonomia che si attua con la democrazia diretta. Secondo Castariodis durante la crisi gli uomini possono reagire cominciando a ricostruire la comunità, cercando di stabilire nuove forme sociali che abbiano per loro senso. In questo modo si prefigura la decolonizzazione dell’immaginario, dell’obsoleto pensiero dominante (l’economia neoclassica). «Quello che è necessario è una creazione immaginaria di proporzioni sconosciute nel passato, una creazione che metta al centro della vita umana altre significazioni, che non siano l’espansione della produzione e del consumo, e che pongano obiettivi di vita diversi, riconoscibili dagli esseri umani come qualcosa per cui valga la pena vivere» (Cornelius Castoriadis, La montée de l’insignifiance, pag. 96).

All’interno della nostra società sono presenti le risorse umane per progettare una società diversa, ma è necessario che queste competenze abbiano la volontà, l’umiltà ed il coraggio di mettersi a servizio del bene comune. Fino ad oggi egoismo, avidità, cinismo e nichilismo hanno prevalso, ed è sufficiente osservare la storia delle città per cogliere questa degenerazione, ma siamo arrivati ad un punto di non ritorno: l’implosione del capitalismo. In questa svolta possiamo immaginare di avviare un percorso comune per un futuro migliore, più degno, più sicuro e più onesto. Come circolo MDF cercheremo di impegnarci nell’aggregare persone capaci di realizzare il cambiamento necessario secondo i principi della bioeconomia, ma è necessario che questo progetto sia compreso e sostenuto dai cittadini stessi perché nell’autonomia c’è il germe del fare, cioè lo stimolo creativo dell’individuo capace di raccogliere altri individui verso un comune sentire, ma è fondamentale la cooperazione nel fare bene. Ad esempio, uno degli aspetti più virtuosi insiti nel percorso della rigenerazione è la straordinaria opportunità di rendere la città auto sufficiente sotto il profilo energetico ed alimentare.