Qui a Salerno, un altro piccolo passo verso una concreta “decrescita felice“. Questa volta si chiama “Conserve fai-da-te“. Abbiamo messo insieme quasi 200 kg di pomodori, tante bottiglie di vetro sottratte alle campane della differenziata, un paio di fornelli a gas, tappi a volontà, un attrezzo per chiudere le bottiglie, uno per passare i pomodori, un bidone della Tamoil vuoto, pentole grandi e piccole, grandi bacinelle e tanta acqua. E’ stato divertente, è stato liberatorio. Non so se sono le migliori conserve del mondo, ma le abbiamo fatte noi e tanto ci basta. Grazie a Lucia, Alessio, Raimondo e Peppe abbiamo potuto riappropriarci di quel sapere dimenticato… Lavare, pulire, spaccare, spremere, passare, imbottigliare, chiudere, cuocere. Era così semplice, ed è stato fatto….in letizia! Quanto tempo abbiamo perso? Poco, ma possiamo davvero considerarlo tempo perso? Proprio no! Ci siamo persino commossi osservando l’attrezzo per passare i pomodori, autocostruito anni fa da un artigiano un po’ fabbro e un po’ meccanico che ha utilizzato un robusto motore di lavatrice. Quanti attrezzi del genere giacciono dimenticati in polverose cantine? Che aspettiamo a tirarli fuori, perché non imparare a costruirne altri?

E ora, melanzane sott’olio!